Il culto di Santa Restituta a Cagliari e la sua storia – Cosa vedere a Cagliari

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Nel quartiere di Stampace esiste una chiesa attualmente sconsacrata intitolata a santa Restituta, sotto cui si sviluppa una chiesa rupestre in cui è presente un altare col simulacro della santa. Il suo culto a Cagliari è pressoché scomparso, ma ha una storia molto interessante. La venerazione della santa a Cagliari è legata all’ arrivo delle sue reliquie, quasi certamente insieme alla statua presente nella cripta, nel V° secolo dopo Cristo. Le sue spoglie, insieme alle reliquie di altri martiri, furono portate a Cagliari dai vescovi cristiani, che erano stati espulsi dalle loro diocesi dopo l’ occupazione del Nord Africa da parte del re vandalo Genserico. I vandali seguivano la dottrina ariana e l’ avevano imposta al clero del territori occupati: i vescovi che non avevano accettato il nuovo credo erano stati dapprima crudelmente perseguitati e talvolta uccisi, poi avevano subito la confisca dei beni ed infine erano stati mandati in esilio, soprattutto in Sardegna. Costretti con la forza a partire, i vescovi si erano portati dietro le reliquie e le statue dei loro santi, comprese quelle di Restituta. La santa, vergine e martire, era originaria di Teniza, località della Tunisia corrispondente all’attuale Biserta. Questa località, che sorge sulla costa, già nel III secolo dopo Cristo contava numerosi adepti al Cristianesimo ed era sede episcopale. Restituta sarebbe stata martirizzata nel 304, durante la decima persecuzione contro i cristiani ordinata dall’imperatore Diocleziano. In quell’anno una cinquantina di cristiani, provenienti anche dalle vicina città di Cartagine, vennero arrestati nella città di Abitina, in casa di Ottavio Felice, durante la celebrazione di un rito eucaristico. Processati a Cartagine davanti al proconsole romano Anulino, avendo riconfermato la loro fede cristiana, vennero condannati a morte il 12 febbraio 304 e passarono alla storia della chiesa come martiri abitinensi. Quel gruppo di vescovi con le reliquie di santa Restituta, arrivato a Cagliari almeno 150 anni dopo, trasformò la grotta di Stampace in piccolo santuario per il culto della santa che avevano portato con loro. Vi collocò la statua e le reliquie, che furono anche ritrovate nel 1614. Nella statua di marmo presente nella cripta la santa è raffigurata come una donna velata, con abiti di foggia orientale, di aspetto tozzo, viso sereno, piedi paralleli, e mano sinistra levata in un saluto rituale, secondo certi modelli iconografici tipici dell’arte copta, ma anche del basso Impero. Si tratta quindi di una scultura destinata ad esser vista frontalmente, benché sia a tutto tondo, proveniente quasi certamente da una necropoli dell’ entroterra nordafricano, e che doveva rappresentare qualche illustre defunta di fede cristiana e di nobili origini.

Testo di A.Fruttu

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