Dove vedere la “Fontana di Palabanda” a Cagliari – storie segrete di Cagliari

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La cosiddetta “Fontana di Palabonda” era il pozzo più importante del quartiere di Stampace. Il pozzo esiste ancora oggi, ma è poco conosciuto poiché rimane all ‘interno dell’ Orto Botanico. Il pozzo ha dimensione all’imbocco di m.3 x 2,60 ed ha una profondità di 47 metri. All’ interno sono presenti dei ripiani collegati fra loro da tratti di una scala in ferro che scende fino al pelo dell’acqua. La falda che lo alimenta è comunque ancora attiva, dal momento che il pozzo è ancora ampiamente utilizzato per le esigenze irrigue dell’ orto botanico. Solo che oggi l’acqua è prelevata da una pompa sommersa, mentre in passato era prelevata da una noria a trazione animale.
L’ aspetto più interessante di questo pozzo è proprio nel fatto che la Direzione del’ orto botanico ha ricostruito a scopo didattico l’antica noria, così come era sicuramente in uso fino alla fine dell’ Ottocento.
Situata al di sopra del pozzo, essa è costituita da una ruota verticale di qualche metro di diametro intorno a cui sono ancora presenti funi e recipienti La ricostruzione in grandezza naturale consente di capire facilmente il meccanismo attraverso cui il movimento rotatorio dell’animale intorno al pozzo consentiva il sollevamento dell’acqua. I recipienti fissati alle funi scendevano vuoti nel fondo del pozzo e risalivano pieni fino alla sommità della ruota, dove si svuotavano da soli versando l’acqua in una vasca di raccolta.
La fontana di Palabanda non era comunque l’ unico pozzo di Stampace, poiché altre “fontane” erano presenti nel convento dell’Annunziata, nel noviziato dei Gesuiti in via San Michele, e nel fosso di Sant’ Andrea, dove si apriva la grande Grutta de Santu Lemu. Vi erano infine due fontane private, appartenenti ad un certo Juan de la Bronda e ad un funzionario civico di nome Silva. Nello specifico la fontana di Palabanda viene nominata per la prima volta in un documento del 1579 presente all’ Archivio di Stato di Cagliari. E’ un contratto con cui un certo Pere Corona de Stampace, già appaltatore della fontana, ne subappalta la conduzione a tale Perot de Caller, di professione calzolaio ed abitante nel quartiere di Marina. Il documento è interessante poiché riporta tra le clausole del contratto che fossero a carico del Perot le spese relative al mantenimento dei muli, ma non quelle relative alla fonte. Segno che al tempo una noria con due o tre muli era già in piena attività.

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Testo di A.Fruttu

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