Vedere il parco di Monteclaro a Cagliari: informazioni utili sul parco

Parco monte claro cosa vedere

Vedere il parco di Monte Claro a Cagliari è una buona idea per chi volesse passare del tempo in tranquillità e in mezzo ai profumi naurali della flora sarda.

Il parco di monte claro, per quanto riguarda il suo nome, ha origine dal latino “Mons Clarus”, probabilmente a causa della natura geologica, in calcare bianco, dell’omonimo colle su cui è situato.
Gestito dalla Provincia e non dal Comune di Cagliari, rientra a pieno titolo fra i principali parchi urbani della Città, per l’importanza che ricopre in termini di superficie (oltre 22 ettari) e di fruibilità per i cittadini e i visitatori.
Racchiuso entro le mura di cinta dell’ex Ospedale Pschiatrico Provinciale “Villa Clara” di Cagliari (in funzione dal 1905 al 1998), la vasta area, con l’attuazione della legge Basaglia n.180 del 13 maggio 1978, che stabiliva la chiusura dei manicomi istituendo i servizi pubblici di igiene mentale, passò sotto la gestione della Provincia che la riqualificò a parco urbano.
E’ stato realizzato nel 1998, su progetti degli Architetti Felicia Bottino, Giuseppe Boschi, Luciano Lullini, Paolo Sgaravatti e dell’Ingegner Michele Pintus.
Dall’ingresso principale di via Cadello, costituito dalla monumentale cancellata in ghisa, architettura voluta dal direttore dell’ex manicomio, si accede ad un viale perpendicolare di lecci, annunciato nel lato destro e sinistro, dalle famose pietre sonore dell’artista sardo di fama internazionale, Pinuccio Sciola. Il viale costeggia sul lato destro un laghetto artificiale attraversato da numerosi anatidi, in prevalenza anatre germane e mute, e collegato da una serie di ponticelli in legno.
Proseguendo lungo il rettilineo incontriamo la “fontana logo”, dal simbolo del parco riportato nella parete in erba che fa da sfondo alla fontana: riproduce la decorazione a solcature e costolature parallele di una scodella rinvenuta nell’ipogeo funerario riportato alla luce nel 1905, quando iniziarono le campagne di scavo archeologico nel colle.
Dall’analisi dei numerosi oggetti di corredo funebre ritrovati, caratterizzati da una specifica connotazione tipologica e morfologica le situle e gli orci, assieme agli altri reperti ceramici sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, in piazza Arsenale si scoprì che la zona del Colle fu frequentata dall’età del rame, l’Eneolitico (2700-2200 a.C.), e diede origine alla cosiddetta “Cultura di Monte Claro”.
Del passato più recente rimangono i resti in cima al colle della villa del direttore generale dell’ex manicomio, diventata sede della Biblioteca Provinciale e delle sue decine di migliaia di volumi (oltre 80.000).
La Flora presente è rappresentata da carrubi, vari tipi di pini (pino d’Aleppo, pino delle Canarie, pinus pinea), lentischi e olivi, oltre che: bagolaro spaccasassi, gelso bianco, lagunaria, oleandro, salice piangente, sughera, tamerice, viburno, jacaranda, ibiscus, rose.
Il giardino tropicale (sulla sinistra percorrendo il viale centrale) accoglie: palma Phoenix, cicas, yucca, palma camelox, palma Washingtonia. Essenze mediterranee: lentischio, rosmarino, alloro, corbezzolo, mirto, carrubo, leccio, olivo, olivastro.
La Fauna è rappresentata da: tartarughe, anatre mute, anatre germane, oche, pappagalli, passeri, pettirossi, cinciallegre, cardellini, piccioni, gabbiani.
(Varie Fonti, tra cui ampi stralci di Marta Nonnis per Comune di Cagliari News, del 28.02.2011).

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