Probabili resti romani alla grotta di Porta d’Avanzada a Cagliari

La grotta di Porta s’Avanzada è una grande cavità di origine probabilmente naturale, modificala successivamente dall’uomo con l’asportazione di materiale da costruzione. La cavità si sviluppa sotto la moderna Cittadella dei Musei ed aveva l’ingresso nella parete rocciosa che incombe sulla salita di Porta s’Avanzada, ingresso che venne completamente obliterato una quarantina di anni fa dai grandi muraglioni realizzati per consolidare la parete rocciosa sul fronte della pubblica strada.
In realtà nel muraglione era stato inizialmente ricavato un accesso alla cavità mediante una piccola porta, ma il continuo insediarsi di senzatetto obbligò il Comune nel 2004 a murare anche quell’ ingresso, per cui oggi la cavità risulta inaccessibile.
La grotta era quasi limitrofa alla porta di San Pancrazio, ubicata ai piedi della torre, che rappresentava l’ ingresso nord della città. Nell’ area attigua esterna alla cinta muraria venivano eseguite le sentenze capitali dei malfattori comuni, prevalentemente per impiccagione. Secondo la tradizione, che era poi una consolidata usanza medioevale, i poveri disgraziati restavano appesi per lungo tempo al cappio delle forche sotto la volta della caverna in quel tratto adiacente alla strada, di monito a chi entrava e usciva dalla città.
All’interno la cavità si presenta oggi suddivisa in nove ambienti intercomunicanti delimitati da spessi muri in cemento armato larghi un metro ed alti anche una quindicina, lungo cui si snodano scale. La cavità scende di quota rispetto all’ ingresso nella salita di Porta s’Avanzada di circa trenta metri. Il fondo è quasi sempre occupato da un piccolo bacino d’acqua, che allaga tre o quattro ambienti, e probabilmente proviene da una falda.
Una singolarità della grotta è la presenza, su una parete di roccia a tre o quattro metri d’ altezza rispetto al fondo della cavità, di una serie di nicchie. Le segnalava già un anonimo articolista in un pezzo apparso sull’ Unione Sarda del 25 agosto 1970, dal titolo “Le cave degli antichi romani sotto le rocce di S’Avanzada”. L’autore, senza citare la fonte delle sue informazioni, riferiva che le nicchie fungevano da sostegno alle lucerne dei cavatori, e le attribuiva per tipologia all’età di Diocleziano. Riferiva anche che, secondo un’ antica tradizione cagliaritana, da qui sarebbero stati ricavati i blocchi di pietra impiegati per la costruzione della basilica alto-medioevale di San Saturno.
Ế possibile che alcune nicchie servissero realmente da sostegno a delle lucerne, ma lascia perplessi la loro concentrazione nella stessa parte di roccia, e la varietà delle forme. Alcune di loro sembrano più idonee ad ospitare delle piccole urne funerarie , piuttosto che lucerne, traformando la parete in un piccolo colombario.

Sotto la foto della porta di S’Avanzada, abbattuta nel 1912 per far passare il tram.

 

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