La storia della batteria C135 antiaerea e antinavale sul colle sant’Elia – Cosa vedere a Cagliari

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La Batteria C135 era ubicata sul colle di Sant’ Elia e le sue strutture sono ancora oggi ben visibili sul Capo S. Elia sull pianoro situato tra il faro ed il forte S. Ignazio. Nell’area sono ancora facilmente riconoscibili sei piazzole scavate nel terreno roccioso e disposte a semicerchio intorno ad un edificio che ospitava la centrale di tiro, ancora riconoscibile da una curiosa decorazione pavimentale. Ad eccezione di una piazzola dislocata all’estremità orientale, tutte le altre sono collegate fra loro da camminamenti sotterranei, ed alle pareti furono ricavate delle riservette per le munizioni.
La C 135 aveva duplice funzione di difesa contro gli aerei e contro le navi, e fu la prima ad essere installata nell’area cagliaritana. Aveva il compito di provvedere alla difesa del porto e della base navale, ed anche quello di assicurare protezione alla batteria Prunas, quella adiacente a Cala Fighera, che era una postazione chiave del dispositivo antinave del golfo.
La batteria diventò operativa nell’aprile del 1936, anche se la sigla C.135 risale al marzo 1939, allorchè passò in forza alla neo costituita 4a Legione MILMART. Solo dopo l’8 settembre, in seguito allo scioglimento di questo reparto, fu riarmata con personale della Regia Marina e rimase operativa fino al termine del conflitto.
Nel corso della guerra la batteria fu visitata da personaggi di spicco quali il Principe Umberto, comandante del Gruppo Armate Sud, il Generale Basso, responsabile del XIII Corpo d’Armata ed Enzo Galbiati che era il Capo di Stato Maggiore della Milizia.
Il suo armamento principale era di 6 cannoni da 102/35 a piattaforma in postazione fissa di cui sono ancora visibili i perni di ancoraggio al centro di ogni piazzola. Aveva un munizionamento di 3200 colpi complessivi distribuiti fra le riservette sotterranee nei camminamenti e i piccoli vani deposito nella piazzole stesse. Il personale addetto ai pezzi constava di 2 Ufficiali, 6 sottufficiali e 92 militi.
Nel corso del conflitto la batteria entrò in azione con i vari pezzi in occasione di tutte le incursioni angloamercane diurne e notturne Ad essa va sicuramente attribuito l’abbattimento di un Beaufighter inglese, colpito il 30 luglio 1941 e del quale qualche tempo fa al largo dì Capitana venne recuperato un motore. Un grave incidente si verificò nella batteria il 31 marzo del 1943 con lo scoppio del cannone antiaereo. Gli addetti al quinto pezzo si erano dimenticati di togliere il tappo dal cannone. L’esplosione uccise dodici soldati e decapitò il comandante della postazione Paderi.

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Testo di A.Fruttu

 

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