Il rifugio antiaereo di Vico Trento a Cagliari: cosa vedere

Il rifugio di guerra sorgeva in un vicolo, denominato vico Trento, che oggi non esiste più. Risulta infatti inglobato in un’ area di pertinenza del liceo Siotto di Cagliari limitrofa all’ala sinistra dell’ edificio.

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Cosa vedere del rifugio antiaereo di Vico Trento a Cagliari

Come si può facilmente vedere, l’ ingresso del rifugio si apre alla base della parete di roccia sopra la quale sorge la scuola Scano e lo si nota facilmente anche da viale Trento, in corrispondenza di un cancello secondario dell’ Istituto.

La galleria è interamente scavata nel calcare, con sezione di forma quadrangolare, base di m. 2,80 per altezza di m. 2,40, e volta leggermente ad arco. Subito dopo ingresso, in cui sono presenti due muri paraschegge in calcestruzzo. Il tunnel si sviluppa in direzione nord-ovest per circa 40 metri, poi piega in direzione sud ovest con un ampia curva di una ventina di metri, e poi prosegue in linea retta per altri trenta metri per una lunghezza complessiva di circa 90 metri. La parte terminale è interrotta da una frana. Lungo le pareti si aprono degli ambienti di pianta rettangolare, di lunghezza variabile tra i due ed i quattro metri, che servivano ad ampliarne la capacità ricettiva. Alle pareti della galleria si sviluppano panche in muratura per tutto il perimetro della cavità.
Il rifugio è spesso menzionato fra i documenti all’ archivio di stato di Cagliari relativi all’allestimento dei ricoveri per la difesa antiaerea della città durante la seconda guerra mondiale. Le prime notizie risalgono al 21 novembre 1942 allorché il rifugio di vico Trento è menzionato in una lista di diciotto ricoveri antiaerei da realizzarsi in città, alcuni da scavarsi in galleria, altri da realizzare in calcestruzzo in superficie. La nazione è in guerra dal giugno del 1940, ma a distanza di due anni e mezzo Cagliari ha a disposizione pochissimi rifugi per il ricovero della popolazione civile, e per questo ritardo pagherà poi un prezzo altissimo in termini di vite umane. La realizzazione del rifugio di vico Trento viene comunque affidata alla ditta Ansoldi per un costo complessivo di lire 215.000, pari a poco più di 120 mila euro odierni. Dal capitolato, di cui è presente una copia fra le carte d’archivio, sappiamo che il rifugio doveva avere due accessi, lunghezza di 90 metri, altezza di metri 2,50 per due di larghezza, bocche di aereazione, porte in legno, rientranze di metri tre alle pareti e paraschegge. Tempo previsto per la realizzazione: 60 giorni.
La scarsità di cemento e la necessità di un utilizzo immediato costrinsero l’impresa a lasciare al grezzo le pareti del rifugio, che infatti non presentano alcun tipo di malta o intonaco. Il rifugio servì comunque egregiamente ai compiti per cui era stato costruito ed accolse le famiglie di Sant’Avendrace in cerca di un riparo dalle bombe e gli alunni di una scuola elementare dei pressi. I pesanti bombardamenti del febbraio 1943 ne ritardarono anche il collaudo che avvenne solo nella primavera del 1946.
Sarebbe auspicabile una valorizzazione della struttura da parte della scuola, come ha fatto l’ Istituto dei Salesiani di viale fra Ignazio, che da un paio d’anni ha messo a disposizione il rifugio di guerra attiguo all’edificio per visite guidate.

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*Testi di A.Fruttu

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