Cosa vedere nel quartiere del sole a Cagliari

La parte di Cagliari che si espande tra i quartieri de La Palma, del Sole, Sant’elia, San Bartolomeo e Poetto offrono un’immagine solare e mediterranea da vedere della città. Si tratta di quartieri ben attrezzati per quanto riguarda i servizi scolastici e sportivi. Si trova in questa zona il luogo al quale i cagliaritani sono particolarmente affezionati: il Poetto.

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Il poetto di Cagliari

Il Poetto è un tratto di spiaggia lungo otto chilometri circa, che inizia dal porticciolo di Marina Piccola sno al Margine Rosso di Quartu Sant’Elena. Ogni cagliaritano conserva innumerevoli ricordi legati alla stupenda spiaggia del Poetto. Al poetto si riesce a coniugare il piacere per il mare, la musica dei chioschi e la buona gastronomia nei ristoranti e nelle gelaterie, che sono ormai frequentati anche da molti turisti. prima del 1900 il Poetto non era particolarmente frequentato dai Cagliaritani che preferivano il tratto occidentale del golfo, con le località di Sa Perdixedda e Giorgino. Fu nei primi decenni del ventesimo secolo che la popolazione cominciò ad apprezzarne le bianche dune e cominciarono a sorgere i primi stabilimenti balneari, il “Lido” e il “D’Aquila”,i chioschi e un ospedale. Imitando le prime cabine del lido sorsero anche i casotti, colorate costruzioni in legno a metà strada fra lo spogliatoio e la minuscola casa in riva al mare, che vennero rimossi nel 1986. Il Poetto è popolarmente diviso in “fermate” ossia i vari tratti di spiaggia sono riconosciuti dal numero delle fermate dell’autobus delle linee urbane che collegano il centro cittadino al quartiere, coincidenti in realtà con le vecchie fermate del tram su rotaie. La più frequentata è a la prima fermata, attigua al porticciolo di Marina Piccola.

Molto famose e frequentate sono la quarta e la seconda con lo stabilimento del D’Aquila, la terza con il lido e la sesta. Il poetto è anche teatro della vita notturna. Parrivare alla rima di vasta spiaggia cittadina deviando leggermente si arriva a vedere una piazza dove sorge la chiesa dedicata a San Bartolomeo, protettore del Gremio dei Macellai. L’edificio risale alla metà del 1600, con navata unica e copertura in legno poggiante su archi a sesto acuto. Nel 1700 viene modificata la facciata in stile barocco piemontese. Era il nucleo della comunità dei carcerati del Bagno Penale che avevano il compito dell’estrazione del sale nelle saline di Stato. La strada prosegue verso la piccola spiaggia di Calamosca, sempre riparata dai venti dove trovare un momento di relax. Sulla destra si sale al colle dove fa la sua bella mostra il faro, per arrivare alla sommità del colle di Sant’Ignazio, costruito intorno al 1792, su progetto di Franco Lorenzo, ingegnere militare, per far fronte ai frequenti attacchi dei Francesi. La struttura altamente fortificata, doveva essere a pianta pentagonale, dotata di un fossato, di torri per ospitare una cinquantina di cannoni. Il progetto di partenza non venne mai completato e la costruzione si fermò solo con due torri, una parte del fossato e con un numero ridotto di cannoni. Se invece proseguiamo sulla sinistra della spiaggia di Calamosca, arrivamo sino al colle della Sella del Diavolo. È questo uno dei punti più suggestivi del territorio cittadino, dal quale poter osservare il centro storico, la spiaggia del Poetto, le saline, gli stagni e lo sguardo arriva ad ammirare tutto il Golfo degli Angeli.

La leggenda racconta che un giorno uno stuolo di diavoli, attratti dal fascino e dalla bellezza del golfo di Cagliari se ne impadronirono. Dio mandò allora i suoi angeli prediletti guidati dall’arcangelo Michele per scacciare Lucifero e i suoi seguaci, ma nella fuga quest’ultimo perse la sella del suo destriero che cadde e si pietrificò, il promontorio fu quindi chiamato Sella del Diavolo e il Golfo di Cagliari prese il nome di Golfo degli Angeli. La Sella del Diavolo e tutto il promontorio di S.Elia sono visitabili tramite un sentiero che parte da Calamosca, e per la precisione nei pressi dell’albergo sul mare, e presentano aspetti di notevole interesse naturalistico e archeologico. La zona, di circa tre chilometri quadrati,racchiude un affascinante connubio di verde, roccia e mare, un piccolo paradiso in cima al promontorio.

Lazzaretto di Sant'elia

Lazzaretto di Sant’elia

Una parte importante del quartiere è l’antico borgo di Sant’Elia, noto come comunità di pescatori ormai è un moderno quartiere cittadino. Le case si trovano sotto il colle di Sant’Elia, costituito da rocce sedimentarie di età miocenica. Al loro interno si sono create delle grotte abitate dell’uomo sin dal VI millennio a.C., nella sommità vi sono i resti di un tempio punico dedicato aad Astarte, scelta dettata dalla strategica posizione sul mare. Una leggenda racconta che fu luogo di supplizio del martire cristiano Elia, di sicuro sappiamo che nell’XI secolo la zona fu abitata dai monaci Vittorini. La torre circolare, ormai diroccata, faceva parte del sistema di difesa creato nel XVI secolo, era chiamata “Pohet”, cioè del pozzetto, perché vicina a una cisterna romana, denominazione che poi venne data a tutta la zona della spiaggia, da cui il nome Poetto. Nel quartiere vi è un importante centro culturale cittadino: il lazaretto.

La struttura del lazzaretto è stata restituita alla città nel 2000, è documentata come l’unica struttura ospedaliera di impianto quattrocentesco destinata ufficialmente ai malati di peste. Con la diminuzione delle epidemie l’edificio venne destinato ad ospedale e ricorvero di sfollati. L’attività museale, con l’importante collezione del Museo delle Torri e dei Castelli di Sardegna, si affianca a quella convegnistica, agli spettacoli, alle escursioni didattiche sul colle di Sant’Elia e a laboratori artistici e scientifici. La zona è importante dal punto di vista sportivo, troviamo il famoso Stadio di Sant’Elia, risalente al 1970 quando andò a sostituire lo storico stadio Amsicora. Il vecchio stadio si trova alla fine di Viale Diaz ed è fra i più antichi d’Italia in quanto la sua costruzione risale agli ultimi anni del XIX secolo. Prende il nome da un eroe militare e latifondista cartaginese della Sardegna, guida della rivolta antiromana del 215 a.C.

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Estratto da “Cagliari la nostra città”

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