Cosa vedere nel quartiere di Bonaria a Cagliari

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Basilica di Bonaria a Cagliari

Il quartiere che fa riferimento alla basilica intitolata alla beata Vergine di Bonaria è uno dei quartieri più moderni della città di Cagliari, dotato di numerose cose da vedere, si tratta di zone soprattutto residenziali, con larghe strade commerciali, come la via Dante, via Scano, via della Pineta, via Milano o via Sonnino. Questa zona della città custodisce alcuni dei gioielli più preziosi della storia dell’arte in Sardegna, come la basilica di San Saturino, la chiesa di San Lucifero e il Santuario della Beata Vergine di Bonaria.

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La basilica di San Saturino

La Basilica di San Saturnino è dedicata al santo martire diventato patrono della città di Cagliari. La prima menzione della chiesa risale agli anni  533 – 534 d.C. ma gli storici ritengono che la sua fondazione risalga oltre la metà del V secolo d.C., nata come martyrium del martire cagliaritano Saturno, decapitato il 23 novembre del 304 d.C. per non aver voluto rinnegare la sua fede cristiana. Nel 1089 il Giudice di Cagliari Costantino Salusio II del Lacon-Gunale donò la chiesa ai monaci benedettini di san Vittore di Marsiglia, che la trasformarono in sede conventuale ristrutturandola secondo i canoni protoromanici. Dopo l’assedio da parte della flotta catalana il convento cadde in rovina, nel 1614 divenne protagonista degli scavi voluti dall’arcivescovo Francisco Desquivel, per la ricerca dei corpi santi. Nel 1714 venne intitolata ai Santi Cosma e Damiano, ad opera della corporazione dei Medici e degli spaziali. Riaperta al pubblico nel 1996, ora fa da scenario, insieme alla Chiesa di San Lucifero, ad una delle piazze più pittoresche della città. Proseguendo per la trafficata via Dante, ci avviciniamo ad uno dei luoghi più amati dai cagliaritani, ma anche di tutti i sardi, il Santuario della Beata Vergine di Bonaria, che è stata eletta dal popolo della Sardegna come sua protettrice.

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Prima di arrivare alla chiesa costeggiamo il Cimitero Monumentale di Bonaria, una delle cose da vedere a Cagliari fra le più interessanti, che sorge in un luogo in cui già anticamente si trovavano delle necropoli romane e paleocristane. Il progetto del cimitero si deve a Luigi Damiano, Capitano del Genio, e rappresenta il primo spazio di sepoltura di Cagliari, venne inaugurato nel 1229 come risposta al problema igenico delle sepolture che, fino ad allora, arrivarono nelle chiese o nei loro pressi. Nel 1858 si dovette procedere ai primi lavori di ampliamento della struttura, commissionati dall’architetto Gaetano Cima. Nel 1968 il Cimitero perse la sua funzione, in seguito alla costruzione del nuovo camposanto si San Michele, nell’omonimo quartiere. Diventò così una sorta di museo all’aperto che, attraverso i suoi monumentali sepolcri, attesta la vivacità culturale ed artistica, ed il passaggio nell’isola di moltissimi personaggi continentali e stranieri nel periodo tra Otto e Novecento. I monumenti funebri che si possono osservare vanno dallo stile neoclassico al liberty, dalla semplicità di alcune tombe allo sfarzo di altre. Si segnala la tomba dell’archeologo Giovanni Spano che egli stesso realizzò con i materiali portati alla luce nei suoi scavi archeologici. Percorrendo la salita panoramica si arriva al piazale del Santuario della Beata Vergine di Bonaria, un piazzale molto bello, realizzato con le tipiche pietre di tante strade e piazze della Sardegna, divise i riquadri da lunghe fasce di lastre di pietra e con al centro un grande stemma dell’Orfine della Mercede. Ai lati della piazza, vi sono due opere in bronzo, dello scultore Franco D’Aspro, realizzati in occasione della venuta del Papa Paolo VI, rappresentanti una nave in balia dei venti, con lo stemma della Mercede e la Vergine di Bonaria, che con la sua presenza rassicura i suoi devoti. Sulla sinistra della facciata del complesso monumentale di Bonaria, è situato il convento dei Religiosi Mercedari. La costruzione del santuario risale alla conquista della Sardegna da parte del condottiero Alfonso VI, per ordine del re Giacomo d’Aragona. L’esercito iberico si accampò ai piedi del colle di Bonaria, da dove ebbe inizio la conquista, che si rivelò più difficile del previsto.

Dopo aver firmato la pace, si continuò a rafforzare le difese già predisposte sul colle di Bonaria, fino a che si formò una cittadella fortificata che il principe volle corredare di una chiesa, dedicata alla SS. Trinità e alla Vergine Maria. In principio venne affidata ad un sacerdote, e il 17 ottobre del 1335 passò ai religiosi Mercedari, che la intitolarono alla Madonna della Mercede.

Il prospetto del santuario è stato completamente ristrutturato, nel 1958. È stata realizzato in pietre calcaree bugnate, di fattura molto semplice, con un gran rosone al centro da cui penetra verso l’interno una luce molto suggestiva. Il portale marmoreo proviene dall’antica chiesa di San Francesco di Stampace. Sulla lunetta vi è una piccola statua in bronzo della Madonna di Bonaria, opera dello scultore romano Annolfo Bellini. I frati Mercedari visto il grande numero di fedeli che salivano ogni giorno il colle di Bonaria per venerare la statua della Madonna, sbarcata miracolosamente nel porticciolo ai piedi del colle il 25 marzo 1370, decisero di erigere una chiesa più grande. In quel periodo l’arcivescovo di Cagliari era un illustre padre mercedario spagnolo, Mons Bernando de Carinena, il quale incoraggiò l’iniziativa dei confratelli, al punto da sensibilizzare tutti i parroci della diocesi per invitarli a diffondere l’iniziativa.

Oggi la Basilica di Bonaria è il massimo tempio cristiano della Sardegna, la prima pietra fu posta il 25 marzo del 1704. I lavori proseguirono a lungo con non pochi problemi, fu consevato il 25 aprile 1926 dal Cardinale Bisleti, ricevendo il titolo, concesso da Pio XI, di Basilica Minore. La seconda guerra mondiale causò gravi danni alla Basilica, abbattendone la cupola, parte di una navata e tutti gli affreschi e gli stucchi che la decoravano. attualmente la chiesa con il suo attivissimo oratorio è un punto di riferimento per per i ragazzi del quartiere, il sabato sera i ragazzi e bambini di tutte gli affreschi e gli stucchi che la decoravano. Attualmente la chiesa con il suo attivissimo oratorio è un punto di riferimento per i ragazzi del quartiere, il sabato sera ragazzi ragazzi e bambini di tutte le età si incontrano per fare insieme lavori di gruppo, laboratori, ecc.

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Ex mattatoio a Cagliari

Custodito tra alte mura, impreziosito da una centro città, l’Exma è sicuramente uno dei “salotti culturali” più vivi del capoluogo isolano. Il centro è sede permanente della collezione “Nicola Valle” coposta da oltre 650 stampe, realizzate dai principali incisori sardi, italiani e stranieri. Proseguendo verso il Petto si percorre il viale Diaz dove è presente il quartiere fieristico, con al centro il complesso della Fiera Internazionale della Sardegna. Fino a un centinaio di anni fa teneva a Cagliari una fiera nel quartiere di Stampace che attirava molti cagliaritani e abitanti dei paesi vicini. Dopo la seconda guerra mondiale, in un clima di grande voglia di rinascita, nel 1948 si tenne la prima edizione della Fiera della Sardegna. La sede era stata ricavata nei locali della passeggiata coperta del Bastione di San Remy. Negli anni 50′ venne bonificata, con le macerie degli edifici bombardati dai caccia anglo americani, la zona di viale Diaz, dove trovò la sua sede definitiva la Fiera Campionaria Internazionale della Sardegna.

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Estratto da “Cagliari la nostra città” – comune di cagliari

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