Cosa vedere a Cagliari nel quartiere di Genneruxi

Il vocabolo Genneruxi in lingua sarda significa “Porta della croce”, ossia confine con le proprietà dei monaci benedettini che un tempo abitavano in un monastero sulle pendici orientali di Monte Urpinu. Il rione è moderno, ha conosciuto la piena espansione edilizia tra gli anni 60 e 70, si estende nell’area pianeggiante che dalla collina di Monte Urpinu, rivestita di pini, si allunga verso lo stagno di Molentargus. È circondato da arterie di grande traffico come Largo Gennari, via dell’abbazia e dell’asse mediano che mette in comunicazione la zona dello stadio di Sant’Elia con Viale Marconi. Nel quartiere vi sono piazze e stagni ed una spaziosità poco presente in altri quartieri cittadini.

Il quartiere di Genneruxi è unanimamente considerato uno dei quartieri residenziali di Cagliari più eleganti e tranquilli dove non mancano strutture ricettive per il turismo come bed & breakfast e dove sono sempre presenti i trasporti pubblici.

monte_urpinu cosa vedere a Cagliari

Il parco di Monte Urpinu a Cagliari

Una delle cose che si possono vedere se si ha voglia di stare in mezzo alla natura nel quartiere di Genneruxi è il parco del colle di Monte Urpinu. Monte Urpinu deriva da Urpi, che in latino deriva da Volpe, animale che ha popolato la zona dal 1300 sino ai primi del 1900, quando era ancora isolata dal centro abitato della città. Il comune acquistò l’attuale Parco di Monte Urpinu nel 1939 dai marchesi Sanjust che avevano promosso un’importante attività di rimboschimento. Segì un periodo di incuria e di scempio e solo negli anni 80′ è stato fatto un piano organico di intervento con la realizzazione di aree verdi, laghetti con numerose specie di fauna e volatili. Monte Urpinu è uno dei parchi che fa piacere vedere a Cagliari e in cui consigliamo di passare se si vuole praticare jogging e sane passeggiate, ma anche solo per rilassarsi in mezzo alla natura e agli animali.

A Monte Urpinu è possibile giocare a tennis in quanto il parco ospita il tennis Club più importante di Cagliari ed è dotato di numerosi campi da tennis in terra battuta, sui quali sono stati disputati prestigiosi tornei, come la coppa Davis. Una strada panoramica, il Viale Europa, permette di salire in auto sino alla sommità del parco e di lasciarsi incantare dello straordinario panorama che spazia su tutta la città e centri limitrofi compresi mare e stagni. Ogni zona del parco è dotata di punti di ristoro.

Ai margini del parco di Monte Urpinu a Cagliari,appena sopra via Scano, si trova la chiesa dei Santissimi Giorgio e Caterina di costruzione post-bellica. La chiesa fortemente voluta dall’arciconfraternita dei Genovesi, in ricordo dell’antica chiesa di via Manno distrutta dai bombardamenti del 1943. La nuova costruzione si differenzia dalle altre chiese cittadine per le grandi vetrate policrome che decorano le pareti, conferendo agli interni una suggestiva atmosfera. Il carattere gioviale dei cagliaritani ha soprannominato questo edificio come “su prupu strantasciu”, il “polpo in piedi”, in quanto la particolare conformazione della struttura ricorda i tentacoli di un polpo. Nei locali adiacenti alla chiesa trova ospitalità il museo ed archivio dei Genovesi, dove è possibile ammirare un importante collezione di quadri, documenti, argenti e paramenti sacri raccolti dai confratelli. Lo straordinario ecosistema è oggi oggetto di studi e lavori atti a sancire la sua importanza dal punto di vista ambientale sia come potenziale risorsa turistica.

Monte Urpinu non è l’unica risorsa naturalistica del quartiere di Cagliari “Genneruxi”, se amate la natura non potrete mancare di visitare e ammirare tutta l’area che gravita attorno allo stagno di Molentargius. Lo stagno si estende per una superficie di 1400 ettari ed è una delle cose da vedere decisamente a Cagliari; da nord (dov’è situata la città di Cagliari) si sviluppa verso Sud, dove tocca il territorio di Quartu sant’Elena attraversando l’hinterland Cagliaritano. Selargius, Monserrato e Quartucciu.Il paesaggio di molentargius si è evoluto con l’attività umana dell’estrazione del sale, di cui si hanno tracce già al tempo dei Fenici, ed è proseguita fino ai giorni nostri. Il nome Molentargius ha origine dalla parola “molentis” antico nome degli asini, che venivano utilizzati per la raccolta del sale, che in questo sito venivano riuniti per abbeverarsi. L’unicità di Molentargius può essere facilmente percepita dalla sommità di Monte Urpinu: lo stagno è diviso principalmente in due zone, Il Bellamosca Maggiore che viene alimentato con acqua salata essendo bacino di evaporazione delle saline, e il Bellarosa Minore, alimentato invece da acque piovane e reflue. La distinta presenza di questi due bitopi alimenta la possibilità di ospitare specie differenti di flora e fauna, tra cui, tra tutti, il pollo sultano e il fenicottero rosa. Nel 1977 lo stagno di Molentargius viene dichiarato zona di importanza internazionale.

Fenicotteri_a_Cagliari a Molentargius cosa vedere

Un altra cosa da vedere a Cagliari in prossimità di Molentargius sono le saline di Cagliari; queste si estendono sui territori dei comuni di Cagliari e Quartu S.Elena per un’estensione di circa 1040 ettari dei quali la maggiorparte è occupata da specchi d’acqua. Il primo progetto della salina di Molentargius risale al 1739, prima la salina si estendeva su una superficie limitata ed era collegata al mare da rudimentali canali. Nei decenni successivi la fisionomia delle saline è cambiata notevolmente, così come tutte le zone limitrofe, in parte bonificate per accogliere aree residenziali, non solo dal punto di vista ambientale (testimoniato dalla abbondante presenza dei fenicotteri negli ultimi anni) ma anche per quanto riguarda il mantenimento delle strutture esistenti.

Sia nel parco i Molentargius che nelle saline di stato vi è una presenza di un simpatico animale che ormai fa parte delpaesaggio di Cagliari: il fenicottero rosa. Il termine fenicottero deriva dal greco “ala di porpora”, ad indicare la caratteristica colorazione di questi uccelli, che varia tra il rosa, il rosso e il nero. Questo colore viene assunto poiché i fenicotteri si nutrono in prevalenza di un piccolo crostaceo che contiene un forte pigmento porpora. I fenicotteri rosa sono presenti in gran parte della Sardegna, dove arrivano per svernare, attirati dal mite inverno che caratterizza la nostra regione. Dal 1993 numerose colonie di fenicotteri hanno scelto di nidificare nello stagno di olentargius, evento unico che rende il nostro stagno importante dal punto di vista faunistico ed ambientale non solo in Italia ma in tutta Europa. Riconoscerete questi eleganti volatili percorrendo l’asse mediano, o la litoranea che collega il poetto con Quartu Sant’Elena. I fenicotteri rosa sono comunque antichi frequentatori delle zone umide del sud Sardegna, tanto che in lingua sarda vengono chiamati “sa genti arrubia” che significa “la gente rossa”.

Cosa vedere e cosa fare a Cagliari: monumenti da visitare a Cagliari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*Buona parte della presentazione è stata
 estrapolata dall'opuscolo
 "Cagliari la nostra città", di cui sono
 autori comuni alcuni ragazzi
 delle scuole di Cagliari; in particolare
 il merito di questa presentazione
 così semplice va ai ragazzi della scuola Regina E.

 

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